mercoledì 14 settembre 2016

Dio o modernità




                                                                                                     
Parigi, Nizza, Bruxelles, più svariate carneficine in giro per il mondo che non fanno notizia perché non ammazzano vacanzieri cristiani bianchi e benestanti. Perché dunque l'Islam riesce a mostrare sempre il suo volto peggiore? Azzardo un sospetto, politicamente scorretto e trasversalmente sgradito: il monoteismo pretende l'esclusività, si identifica con la verità, una verità talmente grande e bella, così densa di promesse ultramondane da far impallidire le piccole verità umane, le modeste, contingenti, verità fattuali
Non penso che l'Islam sia meno propenso al dialogo di quanto lo sia il Cristianesimo, anzi, i seguaci del profeta dovranno percorrere molta strada per eguagliare le sue vette di crudeltà. Il Cristianesimo è stato addomesticato. L'illuminismo e la secolarizzazione hanno spento il cerino nella mani dell'inquisitore. Se oggi fosse ancora possibile imporre la fede cristiana con la violenza e difenderla con la tortura le minacce di sanzioni terrene, coi roghi, le pubbliche abiure, i sambenito e via dicendo, si asterrebbero dal farlo? Il dubbio è legittimo: fino a che le è stato consentito, la Chiesa ha trasfuso le verità di fede nei codici e nelle costituzioni e preteso che lo stato fungesse da braccio secolare.  
In questi giorni di sterile polemica estiva qualcuno ha ricordato che le suore cattoliche indossano abiti casti quanto e più delle donne islamiche che nascondono il proprio corpo agli impuri desideri maschili. E basta fare un giretto nei nostri paesi dell'interno per vedere donne che indossano a vita il nero in memoria di lutti lontanissimi. Ricordano da vicino le fedeli iraniane
Naturalmente c'è un dato che non va mai trascurato e dovrebbe fare la differenza: se la donna, cattolica, islamica ebrea o atea che per ragioni religiose o culturali desidera spontaneamente sottrarsi alla vista degli uomini e fustigare la propria femminilità, ebbene l'ordinamento dovrebbe ritenere indifferente questa scelta, facendo salvo l'obbligo di non nascondere il volto, prescrizione dettata da evidenti ragioni di ordine pubblico. 
Il confronto, dunque, non è tra un Islam radicale e uno moderato, e men che meno tra Cristianesimo e Islam, ma tra una società laica, democratica, egualitaria, libertaria e un modello di società teocentrica.  Dio deve essere lasciato fuori dal discorso pubblico ed è proprio quello che sta accadendo in Occidente pur tra mille tentennamenti. Viviamo in un mondo che non è senza Dio, ma in un mondo che ha imparato a vivere, usando le parole del filosofo Ugo Grozio, etsi Deus non daretur
Di gran lunga preferisco il nostro cristianesimo annacquato e contaminato di secolarizzazione, forse anche ipocrita e indifferente alle reali esigenze spirituali dei fedeli, lontanissimo dalle scritture e dai precetti evangelici, piuttosto che il messaggio delirante di un islam guerriero e intransigente che proprio in virtù della sua contrapposizione alla modernità laica e senza Dio fa proseliti nelle periferie esistenziali di un Occidente non più sazio e sempre disperato.







1 commento:

  1. LE LETTERE 17/01/17
    La Verità
    .
    Con Bergoglio calo di vocazioni e messe deserte Che dire di questo Papa diciamo <>, che piace alla gente che piace e che si impegna per portare la Fede ad adeguarsi al mondo?
    Forse si è dimenticato sia del fatto che più una Religione si assimila al mondo più diventa superflua – come disse il suo predecessore, papa Benedetto XVI e come dimostra anche la “fuga” dei fedeli dalla messa e dalle udienze papali, nonché la carenza crescente di vocazioni che si ha sotto il suo pontificato – sia delle parole di Gesù, che nel Vangelo di Giovanni dice a Dio che lui e gli Apostoli non sono del mondo ma nel mondo e non il viceversa, alla Bergoglio.

    Carlo Cerofolini
    Sesto Fiorentino (Firenze)
    .
    Questo Papa nun me piace.

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