domenica 3 luglio 2016

Come sempre brava gente

Siccome nove italiani sono molti in un attentato terroristico a Dacca, Bangladesh, dovrei essere particolarmente mesto ed esibire lutto e costernazione.
Posto che i morti non erano né amici né parenti, posto che con loro non avevo alcun genere di rapporti, il dolore è pari a quello che proverei se le vittime anziché connazionali - ma quanto è vecchia e pericolosa l'idea di Nazione - fossero, per dire, israeliani, cinesi, cingalesi o sudafricani. Dolore comunque incommensurabile.
Spiace solo che del resto del mondo, stuprato e vilipeso dall'imperialismo occidentale, ci si accorga soltanto quando i morti hanno il nostro stesso passaporto. 

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