giovedì 20 marzo 2014

Io non lo farei mai ma...

Che sia vero o no che una donna abbia partorito nel bagno di un ospedale romano perché tutto il personale presente era obiettore ha poca importanza. La notizia è certamente verosimile, data la percentuale dei medici non abortisti presenti in Italia.
Il dato normativo inconfutabile è che l'interruzione volontaria di gravidanza è ammessa, quello culturale, invece,  è che tale pratica sia osteggiata in molte strutture ospedaliere, con tecniche che vanno dalla persuasione fino alla violenza psicologica. 
Se la donna si reca in ospedale perché ha deciso di interrompere la gravidanza deve essere messa nella condizione di farlo. 
Io non lo farei mai ma ... Certo io non lo farei, anzi, non lo farò mai perché non ho un utero. Ma? Nessun ma. Non ho il diritto, e penso che nessuno lo abbia, di sapere cosa sia bene per le altre. Eppure si narra, e credo che la notizia non sia completamente infondata, che in alcuni reparti si aggirino strani personaggi che, in nome della propria particolarissima visione del mondo, pensano di sapere quale sia la decisione che le altre debbano prendere.
Nessuna ha mai preso a cuor leggero la prospettiva di rinunciare alla maternità.
Non c'è dubbio che una gravidanza indesiderata sia un dramma di proporzioni enormi. Per questo motivo ritengo che il numero degli aborti debba e possa diminuire in maniera significativa. Il ricorso generalizzato alla contraccezione con metodi non naturali, pillola e preservativo, consentirebbe di limitare le gravidanze indesiderate fino quasi a farle scomparire del tutto. Il punto è che gli stessi ambienti antiabortisti manifestano riserve di natura etica anche sulla contraccezione, ammettendo solo i metodi naturali. Metodi naturali: come incrociare le dita e sperare che non accada.

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