mercoledì 24 dicembre 2014

Un millennio fa

Nel 1981 facevo la prima elementare. L'ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale la maestra, di cui naturalmente ricordo il nome e il volto,  si congedò da noi con un oscuro ammonimento: " Mi raccomando non fate troppe spese". Fare la spesa per me significava andare da G***, una via di mezzo tra il negozio e il supermercato, e uscirne con le buste ricolme di generi alimentari.
Oggi la maestra *** sarebbe accusata di disfattismo. "Con i consumi che crollano - direbbero i soliti malpensanti - questa, che viene pagata con i nostri soldi, si permette di condizionare gli alunni con le sue idee...".
Insomma il Natale è un'occasione come un'altra per far ripartire i consumi, seguita dai saldi di fine stagione. Di religioso non ha nulla, né, credo ne abbia mai avuto, inutile sforzarsi di cercare l'autentico spirito del Natale: se venisse abolito i bottegai insorgerebbero ancor prima dei preti.

mercoledì 17 dicembre 2014

Quasi tutti puttane

Provo, per la seconda volta da quando ho aperto questo blog, a dire qualche parola su un libro che non ho mai letto. 
Qualche giorno fa mi sono imbattuto nel libro di Annalisa Chirico, Siamo tutti puttane, pubblicato per i tipi della Marsilio. Lo avrei dovuto comprare per poter scrivere questo post con maggiore consapevolezza. Tuttavia, cercando qua e là nel web, ho raccolto qualche notizia sull'autrice, sufficiente, credo, a sopperire alla mancata lettura.
Per quale motivo la Chirico sente di dover difendere la condotta, censurabile secondo il senso comune e l'etica corrente, di donne e uomini che noleggiano il corpo al piacere altrui?
Il nostro ordinamento non vieta la prostituzione; si limita a tollerarla,  case di tolleranza erano appunto denominati quei luoghi dove tale mestiere si esercitava, e a punire alcune condotte collaterali quali ad esempio l'induzione e il favoreggiamento.
La Chirico, quindi, sembrerebbe perorare la  libertà di disporre del proprio corpo, di offrire prestazioni sessuali a chi è disposto a pagarne il prezzo. 
Difficile ritenere che davvero una donna, salvo casi assolutamente eccezionali, si prostituisca in piena libertà, che sia una scelta professionale come un'altra. Bella di giorno, la storia di una donna borghese che si prostituisce per sfuggire alla noia coniugale è senza dubbio un capolavoro ma si tratta appunto di finzione cinematografica, evidentemente poco idonea a rappresentare la realtà. 
Annalisa Chirico ha seguito il processo relativo al caso delle olgettine lamentando che le ragazze siano state trattate da colpevoli più che da vittime. 
Perché tanta passione nel cercare di dimostrare che l'atto di prostituirsi è un contratto come un altro?
Proviamo a rispondere tenendo conto di alcun indizi: la Chirico scrive per il Giornale e per Panorama; il Giornale e Panorama fanno capo a Silvio Berlusconi; Silvio Berlusconi è stato coinvolto in alcune vicende di prostituzione nella qualità di utilizzatore finale. Il sillogismo non è perfetto ma suggerisce la possibilità che ad animare la penna della giornalista non sia l'ardore libertario ma il desiderio di rimanere nelle grazie del proprio potente padrone, un atteggiamento che ricorda da vicino la prostituzione d'alto bordo. 
Viste le premesse, presumo che la similitudine non spiacerà alla Chirico. 




martedì 25 novembre 2014

La beatificazione di Francesco Zirano

Sassari è in festa per la beatificazione di Padre Zirano (Sassari 1564, Algeri, 1603) che ha percorso l'ultima tappa della carriera ultraterrena prima di approdare alla santità.
Non rinnegò la fede, fu sommariamente processato e scorticato dagli infedeli: un autentico testimone del Vangelo. È  giusto ricordarlo e tributargli i dovuti onori, ma è giusto e doveroso non dimenticare che durante il periodo nel quale visse Padre Zirano, tra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo, l'Europa cristiana si distinse per una formidabile esplosione di violenza: inquisizione, roghi, auto de fé, abiure, torture, caccia alle streghe, guerre di religione in nome di quel dio per il quale morì il francescano di Sassari. Tra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo la violenza religiosa che stava devastando l'Europa fu esportata in America. Gli europei hanno sempre qualcosa da dare: oggi esportano libertà e democrazia, più o meno con le stesse tecniche con le quali ieri veniva annunciata la buona novella.

domenica 16 novembre 2014

Caro obiettore

Caro obiettore, se davvero avessi voluto evitare di partecipare ad atti medici contro la tua coscienza avresti scelto di fare un altro mestiere; oppure, se proprio la tua fosse stata una vocazione irresistibile avresti potuto scegliere un'altra specializzazione: cardiologia, pneumologia, reumatologia, ortopedia... Invece, tra tante possibilità, hai preso ginecologia. Vuoi fare il ginecologo e non praticare un'interruzione di gravidanza e magari neppure somministrare la pillola perché te lo impedisce la tua coscienza e perché magari sta scritto in qualche libro sacro o perché l'hai sentito dire da qualcuno che sa quello che tu devi fare e come devi pensare. O forse sei obiettore perché obiettare è più semplice che fare il proprio dovere, anche quando questo comporta la soluzione un difficile dilemma morale? O lo sei perché non sembra bello dire che un buon medico non obietta e perché non obiettare avrebbe potuto costituire un ostacolo alla tua carriera?




martedì 29 luglio 2014

Una bella notizia

Finalmente sono riuscito a trovare nel web una bella notizia: Udi Segal, diciannovenne israeliano, ha deciso di sottrarsi alla leva obbligatoria per non rendersi complice del massacro in corso. Forse solo un'alzata di testa di quelle che la giovanissima età rende possibili. Non è una cosa da poco sfidare in modo così plateale le istituzioni e l'opinione pubblica che condanna senza appello una presa di posizione così netta e inequivocabile.  

giovedì 19 giugno 2014

España mañana será Republicana


Mi domando se gli spagnoli siano più mesti per la stupenda eliminazione della loro nazionale o più gaudenti per l'incoronazione del nuovo re Filippo VI.
Grandi novità in casa di una delle più feroci dinastie europee. Letizia Ortiz non ha una goccia di sangue blu ed è persino divorziata. In compenso è bellissima come si conviene ad una principessa. Sulla coppia grava il compito di rilanciare l'immagine della Casa Reale e l'idea stessa di monarchia, che anche in Spagna ha fatto il suo tempo.






  

domenica 18 maggio 2014

Quelli che in Svizzera è sempre meglio che da noi


La bandiera del "Cantone Marittimo"
La vicenda ucraina sta scatenando un eccesso di fantasia internettara. L'ultima trovata in ordine di tempo è la petizione on line con la quale i richiedenti domandano l'annessione della Sardegna alla Svizzera. Lasciando da parte la percorribilità istituzionale di una simile ipotesi, viene da domandarci, rimanendo sempre nell'ambito della fantapolitica, quali tangibili vantaggi possano derivare alla Svizzera dall'accollarsi la situazione economica dell'isola. Una volta che ci saremo consegnati alla Confederazione tutto andrà meglio: la disoccupazione scenderà ai minimi storici, il fisco sarà meno rapace e la pubblica amministrazione sarà finalmente efficiente e poco costosa. 
Una provocazione intelligente, è stato detto in un commento al post di Fabristol, che esibisce un entusiasmo degno di maggior causa e chiude così il suo intervento:
I vantaggi per la Sardegna sarebbero enormi, molti più di quelli dell’indipendenza totale: basso carico fiscale, libertà di decisione su tantissimi punti nodali del cantone, investimenti di ricche multinazionali svizzere, adozione del franco svizzero, integrazione all’interno di una confederazione di altri popoli con differenti culture e lingue. Allo stesso tempo per la Svizzera si tratterebbe di avere una gallina dalle uova d’oro: accesso al mare, aumentare il proprio territorio di quasi il doppio, la popolazione crescerebbe di 1.6 milioni di abitanti, ricchezze naturalistiche e minerarie, vacanze a basso costo ecc. La minoranza italiana diventerebbe meglio rappresentata anche se il sardo potrebbe essere inserito come lingua ufficiale insieme alle altre 4 lingue ufficiali (francese, italiano, tedesco e romancio) e, perché no, pure il catalano di Alghero. Le possibilità per la Svizzera e la Sardegna sono infinite e sono lì, pronte per essere prese a braccia aperte. Questa non è quindi una goliardata ma una seria proposta dai contenuti molto ragionati e di buon senso.
Non mi pare che l'appartenenza della Sardegna all'Italia abbia mai frenato l'afflusso di capitali stranieri. Per quanto riguarda i turisti, sono sempre benvenuti. Se poi la Sardegna disgusta chi vi abita da sempre la via dell'emigrazione è sempre aperta. Svizzera permettendo...




giovedì 20 marzo 2014

Io non lo farei mai ma...

Che sia vero o no che una donna abbia partorito nel bagno di un ospedale romano perché tutto il personale presente era obiettore ha poca importanza. La notizia è certamente verosimile, data la percentuale dei medici non abortisti presenti in Italia.
Il dato normativo inconfutabile è che l'interruzione volontaria di gravidanza è ammessa, quello culturale, invece,  è che tale pratica sia osteggiata in molte strutture ospedaliere, con tecniche che vanno dalla persuasione fino alla violenza psicologica. 
Se la donna si reca in ospedale perché ha deciso di interrompere la gravidanza deve essere messa nella condizione di farlo. 
Io non lo farei mai ma ... Certo io non lo farei, anzi, non lo farò mai perché non ho un utero. Ma? Nessun ma. Non ho il diritto, e penso che nessuno lo abbia, di sapere cosa sia bene per le altre. Eppure si narra, e credo che la notizia non sia completamente infondata, che in alcuni reparti si aggirino strani personaggi che, in nome della propria particolarissima visione del mondo, pensano di sapere quale sia la decisione che le altre debbano prendere.
Nessuna ha mai preso a cuor leggero la prospettiva di rinunciare alla maternità.
Non c'è dubbio che una gravidanza indesiderata sia un dramma di proporzioni enormi. Per questo motivo ritengo che il numero degli aborti debba e possa diminuire in maniera significativa. Il ricorso generalizzato alla contraccezione con metodi non naturali, pillola e preservativo, consentirebbe di limitare le gravidanze indesiderate fino quasi a farle scomparire del tutto. Il punto è che gli stessi ambienti antiabortisti manifestano riserve di natura etica anche sulla contraccezione, ammettendo solo i metodi naturali. Metodi naturali: come incrociare le dita e sperare che non accada.

domenica 23 febbraio 2014

Il Sol dell'Avvenire

In luogo delle consuete analisi elettorali, che sarebbero viziate da un'eccesso di raro ottimismo, preferisco abbandonarmi al ricordo e alla nostalgia.
Quando ero bambino abitavo nei pressi di Porto Torres. Babbo faceva il pastore: aveva abbandonato il paese d'origine ma non era stato sedotto dal miraggio dell'industrializzazione. Ragionando con la pacatezza di un'aduldità a fatica conquistata posso affermare che il rifiuto di andare a vivere in città sia stato un dono stupendo di cui solo troppo tardi ho compreso il significato.

Tenemmo a Nule la residenza per cui con cadenza mediamente annuale tornavamo in paese per votare. Cosa volesse dire non lo sapevo, ma sapevo che era una cosa che le persone grandi dovevano fare.

La domenica elettorale era tradizionalmente inondata da un sole meraviglioso. Mi piacerebbe pensare che fosse il Sol dell' Avvenire. Festa comandata o doverosa incombenza civile alla quale sarebbe stato inopportuno mancare, era comunque bello trovarsi tutti a casa di nonno. Dopo il pranzo a noi bambini era concesso di giocare in sa corte. A dire il vero non saprei dire se davvero trascorressimo in cortile il dopo voto. Non ha importanza. Voglio ricordare le cose che più mi piacciono.

Il viaggio a Nule era però un tormento: oltre cento chilometri di cui la metà particolarmente favorevoli al più terrificante mal d'auto. Per un po' di tempo ho accarezzato egoisticamente l'idea di deportare il parentado nella Nurra. Mamma mi disse che sarebbe stato meglio studiare ingegneria civile e così, diventato grande, avrei potuto addomesticare il cammino che porta alla Memoria.

Una combinazione tra eventi casuali e scelte personali mi ha portato a vivere ad Ozieri, a metà strada Porto Torres e Nule. Vedo che qualcuno sta provvedendo a realizzare il mio antico e inconfessato desiderio, forando montagne e incatramando nuove strade. Un vero peccato, proprio ora che ho imparato ad apprezzare il piacere della guida e ad assaporare il viaggio più che l'arrivo a destinazione. 






Tette al vento e libertà

Ho visto una parte del concertone di Vasco, di cui non sono fan, alla TV, come hanno fatto del resto cinque milioni di persone. Più di tutt...