martedì 24 dicembre 2013

Pensierini sul Natale



A Natale siamo mediamente più tristi che nel resto dell'anno:  anche questo fa parte della tradizione. Tanto di guadagnato per i commercianti. Più si è tristi e più si compra, nel tentativo di colmare non so quale imponderabile vuoto esistenziale.

Non riesco neppure io a sottrarmi alla stucchevole retorica del Natale e finisco sempre col cedere alla spontaneità dell'atto donativo. La solidarietà organizzata che assume la forma della maratona televisiva mi lascia perplesso e ho il sospetto che qualcuno la usi per riempirsi lo stomaco. Meglio lasciare cinque euro sul cappello di un  musicista di strada, tanto più dolce nella sua sconfinata tristezza se accompagnato da un cane che sonnecchia ai suoi piedi. 


Siccome sono comunista 365 giorni all'anno, alternando il rigore dell'ortodossia a qualche pericolosa devianza decrescitista, questa mesta ricorrenza consumistica, mi dà l'occasione di riflettere sulla sproporzione tra ricchi e poveri. Ieri sera mi sono recato Sassari per un giro di acquisti. Ho fatto lo slalom tra mendicanti e panciuti borghesi che parlavano d'affari: il clemente dicembre sardo consente di sorseggiare l'aperitivo seduti ai tavolini esterni. Sulla via del ritorno ho rivisto le stesse persone annoiate e visibilmente infastidite, da cosa non l'ho compreso. Certo, gli affari per loro, c'è la crisi, non vanno bene, ma, d'altra parte non s'è mai visto un commerciante soddisfatto, un po' come i serpenti erbivori: non possiamo escludere che esistano ma nessuno ne ha mai incontrato uno. Il senso dell'equità sociale, che mi accompagna sempre,  grosso modo a partire dalla fine di novembre si atteggia ad invidia e si manifesta quando indosso i panni dell'automobilista. Non posso fare a meno di notare le automobili di grossa cilindrata posteggiate davanti ai caffè. Tra di esse una ha suscitato la mia attenzione. Si trattava di una vettura del segmento F. L'ho scrutata con attenzione, e credo che questo non sia dispiaciuto al suo proprietario, dal momento che la funzione principale di un bene di lusso è quella di celebrare la ricchezza di chi se lo può permettere. Per poterla acquistare dovrei lavorare per oltre dieci anni senza spendere nulla.

Raggiungendo la mia Fiat 600 ho rimuginato sulle ragioni che hanno generato la ricchezza dei pochi e la povertà di troppi. La risposta che ho dato non diverge  troppo dai ragionamenti che imbastisco a mente fredda. 

Posso tuttavia ritenermi fortunato. Questo mese ho ricevuto stipendio e tredicesima. So che ci sono insegnanti che non vengono pagati da mesi. Buon Natale colleghe. Buon Natale al sassofonista di strada e al suo compagno di vita e di miseria. E Buon Natale anche te, anonimo riccastro. Perdonami se ieri sera ti ho invidiato. È la notte di Natale e, solo per stasera, non ti porto rancore.














Tette al vento e libertà

Ho visto una parte del concertone di Vasco, di cui non sono fan, alla TV, come hanno fatto del resto cinque milioni di persone. Più di tutt...