sabato 5 ottobre 2013

Quando uno è cretino è cretino


                                                                                                              Non abbiamo nessuna remora a tacciare d'ipocrisia la costernazione istituzionale che fa da sfondo all'ultima tragedia di migranti nei mari di
Lampedusa. Se non ci fossero di mezzo più di duecento morti potremmo sorridere del Cavaliere (scusate, ex Cavaliere, le onorificenze  vengono revocate a chi se ne renda indegno) quando invita i suoi a non occuparsi delle vicende interne al partito. Sappiamo bene che ha un solo pensiero in testa, evitare la sua morte politica; la morte altrui, invece, lo riguarda solo nella misura in cui può trarne qualche tangibile beneficio. Noi questo lo sappiamo e lui sa che noi sappiamo. Come sappiamo che la legge Bossi Fini porta il nome di due ministri di uno dei suoi governi: Gianfranco Fini, allora Vicepresidente del Consiglio, poi caduto in disgrazia e dimenticato, e Umberto Bossi, Ministro leghista per le Riforme Istituzionali. Questo atteggiamento, fingere di partecipare al dolore del mondo per non perdere credibilità sociale, è generalmente qualificato come ipocrita. 
Ugualmente ipocriti sono i minuti di raccoglimento prima degli eventi sportivi; ipocriti sono il lutto nazionale, lo sgomento presidenziale, le bandiere a mezz'asta e lo sbigottimento del paese. Ipocriti perché, in fondo, all'uomo qualunque interessa assai poco della sorte di quei poveri africani. 
Eppure anche l'ipocrisia ha una sua funzione: delinea un quadro di valori condivisi, tanto che discostarsene in maniera troppo netta può determinare un sensibile calo del gradimento politico.
Ecco perché dovremmo storcere il naso di fronte alle dichiarazioni rese da Matteo Salvini a Porta a Porta:

  video

La sua sincerità è preoccupante in quanto indice del decadimento di un'etica condivisa. Non è ipocrita perché non ne avverte il bisogno e comprende che la sua base elettorale razzista, e xenofoba proprio come lui, non è partecipe della pietà umana che qualsiasi essere umano dotato di coscienza sente di dover provare di fronte a centinaia di propri simili annegati come topi.



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