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sabato 3 dicembre 2016

In sintesi le ragioni del mio convinto NO.

La prima ragione è che la vittoria del NO sarà una sconfitta politica per Matteo Renzi che sulla giornata di domani ha scommesso molto. Dal momento che penso che il Presidente del Consiglio sia un pericolo pubblico e un danno per una parte dell'Italia, prima ce ne liberiamo meglio è. Lo strumento del referendum va comunque bene. Questa ragione, da sola, sarebbe determinante, e pazienza se abbiamo imbarcato feccia come Casa Pound e Salvini. Una cosa per volta: cacciato via Renzi penseremo a tutto il resto.


Il secondo motivo è che le ragioni addotte dai sostenitori del SI sono inconsistenti: se vincono non ci saranno più posti di lavoro, l'accesso alla sanità non sarà più semplice, le aziende continueranno a fare i loro comodi alle spalle dei lavoratori, le pensioni da fame rimaranno tali e via così tragicamente enumerando.


Nel merito, io sono per il
 NO p
erchè a me la Costituzione va bene così com'è. Certo può essere riformata, ma nella direzione opposta rispetto ai tentativi degli ultimi anni, nel senso cioè di una costante e inesauribile approssimazione verso l'uguaglianza sostanziale delle condizioni materiali di esistenza.








mercoledì 14 settembre 2016

Dio o modernità




                                                                                                     
Parigi, Nizza, Bruxelles, più svariate carneficine in giro per il mondo che non fanno notizia perché non ammazzano vacanzieri cristiani bianchi e benestanti. Perché dunque l'Islam riesce a mostrare sempre il suo volto peggiore? Azzardo un sospetto, politicamente scorretto e trasversalmente sgradito: il monoteismo pretende l'esclusività, si identifica con la verità, una verità talmente grande e bella, così densa di promesse ultramondane da far impallidire le piccole verità umane, le modeste, contingenti, verità fattuali
Non penso che l'Islam sia meno propenso al dialogo di quanto lo sia il Cristianesimo, anzi, i seguaci del profeta dovranno percorrere molta strada per eguagliare le sue vette di crudeltà. Il Cristianesimo è stato addomesticato. L'illuminismo e la secolarizzazione hanno spento il cerino nella mani dell'inquisitore. Se oggi fosse ancora possibile imporre la fede cristiana con la violenza e difenderla con la tortura le minacce di sanzioni terrene, coi roghi, le pubbliche abiure, i sambenito e via dicendo, si asterrebbero dal farlo? Il dubbio è legittimo: fino a che le è stato consentito, la Chiesa ha trasfuso le verità di fede nei codici e nelle costituzioni e preteso che lo stato fungesse da braccio secolare.  
In questi giorni di sterile polemica estiva qualcuno ha ricordato che le suore cattoliche indossano abiti casti quanto e più delle donne islamiche che nascondono il proprio corpo agli impuri desideri maschili. E basta fare un giretto nei nostri paesi dell'interno per vedere donne che indossano a vita il nero in memoria di lutti lontanissimi. Ricordano da vicino le fedeli iraniane
Naturalmente c'è un dato che non va mai trascurato e dovrebbe fare la differenza: se la donna, cattolica, islamica ebrea o atea che per ragioni religiose o culturali desidera spontaneamente sottrarsi alla vista degli uomini e fustigare la propria femminilità, ebbene l'ordinamento dovrebbe ritenere indifferente questa scelta, facendo salvo l'obbligo di non nascondere il volto, prescrizione dettata da evidenti ragioni di ordine pubblico. 
Il confronto, dunque, non è tra un Islam radicale e uno moderato, e men che meno tra Cristianesimo e Islam, ma tra una società laica, democratica, egualitaria, libertaria e un modello di società teocentrica.  Dio deve essere lasciato fuori dal discorso pubblico ed è proprio quello che sta accadendo in Occidente pur tra mille tentennamenti. Viviamo in un mondo che non è senza Dio, ma in un mondo che ha imparato a vivere, usando le parole del filosofo Ugo Grozio, etsi Deus non daretur
Di gran lunga preferisco il nostro cristianesimo annacquato e contaminato di secolarizzazione, forse anche ipocrita e indifferente alle reali esigenze spirituali dei fedeli, lontanissimo dalle scritture e dai precetti evangelici, piuttosto che il messaggio delirante di un islam guerriero e intransigente che proprio in virtù della sua contrapposizione alla modernità laica e senza Dio fa proseliti nelle periferie esistenziali di un Occidente non più sazio e sempre disperato.







sabato 13 agosto 2016

Non vi bastano sette miliardi?

Il primo obiettivo di una corretta educazione sessuale dovrebbe essere quello di mettere i ragazzi in condizione di accedere alla contraccezione in maniera rapida ed economica.
Se un'adolescente rimane incinta, e accade naturalmente più di frequente presso le famiglie economicamente disagiate, la nascita di un bambino indesiderato sarà un evento tutt'altro che lieto. Allora dunque, piuttosto che tormentarsi col dilemma morale se abortire o rinunciare alla propria giovinezza, sarebbe stato di gran lunga preferibile pensarci prima, che non vuol dire astenersi quando si ha voglia, ma ricorrere alla pillola e al preservativo, che funzionano molto meglio dei predicozzi e non impediscono il pieno godimento di quella speciale felicità che i corpi posso darsi.


giovedì 7 luglio 2016

Come sempre brava gente/2

Chi erano gli italiani morti nell'attentato di Dacca? La risposta si trova in questo articolo che spiega anche cosa facessero in Bangladesh: lavoravano per aziende che operano nel settore tessile. Perché proprio il Bangladesh? Perché in Bangladesh la manodopera ha costi concorrenziali, perché vi pullulano orrendi e maleodoranti opifici del tutto simili a quelli della prima rivoluzione industriale, perché in Italia, nonostante le controriforme dell'ultimo trentennio, il lavoro ha mantenuto una parvenza di dignità e i padroni non possono ancora fare tutto ciò che vogliono e, quindi, per ripicca delocalizzano, cioè chiudono l'attività, licenziano vomitando risentimento contro burocrazia, sindacati e tasse e ricominciano dove le leggi sono meno stringenti, i funzionari governativi disposti a chiudere un occhio e anche l'altro, i sindacati addomesticabili e, soprattutto, le condizioni materiali di esistenza tali da indurre il lavoratore a sottoscrivere liberamente il contratto di riduzione in schiavitù.














domenica 3 luglio 2016

Come sempre brava gente

Siccome nove italiani sono molti in un attentato terroristico a Dacca, Bangladesh, dovrei essere particolarmente mesto ed esibire lutto e costernazione.
Posto che i morti non erano né amici né parenti, posto che con loro non avevo alcun genere di rapporti, il dolore è pari a quello che proverei se le vittime anziché connazionali - ma quanto è vecchia e pericolosa l'idea di Nazione - fossero, per dire, israeliani, cinesi, cingalesi o sudafricani. Dolore comunque incommensurabile.
Spiace solo che del resto del mondo, stuprato e vilipeso dall'imperialismo occidentale, ci si accorga soltanto quando i morti hanno il nostro stesso passaporto.