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sabato 13 agosto 2016

Non vi bastano sette miliardi?

Quando si discute di educazione sessuale il primo obiettivo dovrebbe essere quello di mettere i ragazzi in condizione di accedere alla contraccezione in maniera rapida ed economica.
Se un'adolescente rimane incinta, e accade naturalmente più di frequente presso le famiglie economicamente disagiate, la nascita di un bambino indesiderato sarà un evento tutt'altro che lieto. Allora dunque, piuttosto che tormentarsi col dilemma morale se abortire o rinunciare alla propria giovinezza, sarebbe stato di gran lunga preferibile pensarci prima, che non vuol dire astenersi quando si ha voglia, ma ricorrere alla pillola e al preservativo, che funzionano molto meglio dei precozzi e non impediscono il pieno godimento di quella speciale felicità che i corpi posso darsi.


giovedì 7 luglio 2016

Come sempre brava gente/2

Chi erano gli italiani morti nell'attentato di Dacca? La risposta si trova in questo articolo che spiega anche cosa facessero in Bangladesh: lavoravano per aziende che operano nel settore tessile. Perché proprio il Bangladesh? Perché in Bangladesh la manodopera ha costi concorrenziali, perché vi pullulano orrendi e maleodoranti opifici del tutto simili a quelli della prima rivoluzione industriale, perché in Italia, nonostante le controriforme dell'ultimo trentennio, il lavoro ha mantenuto una parvenza di dignità e i padroni non possono ancora fare tutto ciò che vogliono e, quindi, per ripicca delocalizzano, cioè chiudono l'attività, licenziano vomitando risentimento contro burocrazia, sindacati e tasse e ricominciano dove le leggi sono meno stringenti, i funzionari governativi disposti a chiudere un occhio e anche l'altro, i sindacati addomesticabili e, soprattutto, le condizioni materiali di esistenza tali da indurre il lavoratore a sottoscrivere liberamente il contratto di riduzione in schiavitù.














domenica 3 luglio 2016

Come sempre brava gente

Siccome nove italiani sono molti in un attentato terroristico a Dacca, Bangladesh, dovrei essere particolarmente mesto ed esibire lutto e costernazione.
Posto che i morti non erano né amici né parenti, posto che con loro non avevo alcun genere di rapporti, il dolore è pari a quello che proverei se le vittime anziché connazionali - ma quanto è vecchia e pericolosa l'idea di Nazione - fossero, per dire, israeliani, cinesi, cingalesi o sudafricani. Dolore comunque incommensurabile.
Spiace solo che del resto del mondo, stuprato e vilipeso dall'imperialismo occidentale, ci si accorga soltanto quando i morti hanno il nostro stesso passaporto. 

domenica 1 maggio 2016

Un fiore nel deserto

Un parlamentare sardo ha avuto l'impudenza di paragonare Gramsci ad un altro politico italiano, anch'egli con importanti trascorsi giudiziari. Un suo collega, un paio di interventi dopo, ha giustamente precisato che che una cosa è la persecuzione politico giudiziaria subita da Gramsci ad opera del regime fascista e culminata col carcere e la morte, altra cosa è dover rispondere di falsa testimonianza, corruzione, frode fiscale, riciclaggio, concussione, prostituzione minorile.

Giacomo Leopardi ironizzava sugli anniversari degli eventi importanti e sui laici pellegrinaggi ai luoghi notevoli: la grandezza del personaggio celebrato, in effetti, non si trasmette ai pellegrini che si recano in delegazione alla tomba dell'eroe per ricordarsi di esistere ancora.

La casa museo di Antonio Gramsci a Ghilarza potrebbe diventare molto presto monumento nazionale, grazie alla proposta di legge della deputata Caterina Pes. Il voto quasi unanime della Camera, astenuti i deputati della Lega e contrari i pentastellati, dovrebbe sancire la definitiva consacrazione istituzionale dello studioso sardo, l'ingresso a pieno titolo fra gli autori che una persona di media cultura dovrebbe conoscere almeno sommariamente.

Gramsci è stato un gigante della cultura italiana, studiato e tradotto in tutto il mondo, continuamente citato e biografato, preso ad esempio di rettitudine morale ed eroica coerenza politica; la sua immagine riprodotta nelle T-shirt come un'icona pop; anche in alcune scuole si trovano i suoi ritratti, senza che ciò susciti particolari riserve fra i fanatici del politicamente corretto. Gode del rispetto postumo anche presso avversari.

Eppure c'è qualcosa che viene detto a mezza voce, come una parentesi che segnala un argomento secondario: Antonio Gramsci è stato fra i fondatori del Partito Comunista Italiano, il più importante, in termini di voti e come peso politico sulla scena nazionale, di tutta l'Europa occidentale. Delitto d'impeto o accuratamente premeditato, quella pagina di storia è stata prima oggetto di non disinteressati ripensamenti e distinguo, rivisitata con scrupolo revisionistico e infine rimossa.